
FERMARE LA DERIVA LIBERISTA DELLA GIUNTA MANFREDI, DIFENDERE L’AZIENDA SPECIALE ABC
In queste settimane, con l’avvicinarsi della fine della consiliatura, la Giunta Manfredi ha
impresso una forte accelerazione all’attuazione di un disegno che getta nuove “mani” sulla
città, nel quale rientra a buon diritto anche l’attacco all’Azienda di diritto pubblico Acqua Bene
Comune.
È da anni che si cerca di smantellare/isolare il modello ABC, unico esempio di attuazione della
volontà popolare manifestatasi chiaramente col referendum del 2011 per la gestione pubblica
dell’acqua e degli altri servizi e che – a differenza di altre città e altre zone della Regione, dove
il servizio idrico è gestito da privati – ci garantisce bollette ragionevoli.
In questa strategia di accerchiamento/isolamento è rientrata, alcuni anni orsono, l’artificiosa
suddivisione dell’ambito distrettuale del servizio idrico napoletano, che ha visto la città di
Napoli staccata da altri 31 Comuni dell’ex-Provincia. In tal modo, si è creato il presupposto per
poter dare ad una società mista pubblico/privata la gestione dell’acqua dei Comuni
dell’hinterland evitando alla radice il formarsi di un’Azienda speciale metropolitana. Più di
recente, poi, si è cercato (con successo parziale) di escludere ABC dai fondi PNRR.
È chiaro che, con questi precedenti, le rassicurazioni del Sindaco circa la trasformazione di
ABC in una Società per Azioni permanentemente e completamente pubblica, al riparo, quindi,
dall’accesso dei privati, lasciano il tempo che trovano, perché è chiaro che l’istituzione della
S.p.a. “pubblica” sarebbe solo il primo passo per rendere possibili e, anzi, facilitare successive
privatizzazioni.
- LA CITTA’ DEVE ESSERE INFORMATA DI QUESTA GRAVE MANOVRA IN ATTO
- PROROGARE L’AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO IDRICO AD ABC È POSSIBILE E VA
FATTO.
In realtà, a conforto di questa nostra posizione di difesa dell’attuale modello gestionale
e della proroga trentennale dell’affidamento depone il fatto che anche oggi esistono
Aziende Speciali, pure su scala regionale, pienamente operanti, come, ad esempio, la
“Molise Acque”.
OCCORRE RIMANDARE AL MITTENTE SIA LE FORME DI CONDIZIONAMENTO E/O
QUASI DI INTIMIDAZIONE CHE ADOMBRANO LE MAGGIORI SCIAGURE IN CASO DI
MANCATA ISTITUZIONE DELLA SPA (ABC NON È IN PERDITA); SIA, DAL LATO OPPOSTO,
LA BANALIZZAZIONE INTERESSATA DELLA TRASFORMAZIONE SOCIETARIA,
DESCRITTA COME UN MERO CAMBIAMENTO DI ETICHETTA (SE COSÌ FOSSE, NON SI
COMPRENDE ALLORA PERCHE’ NON SI LASCIA IN VIGORE L’ATTUALE MODELLO
GESTIONALE…).
FACCIAMO APPELLO A QUELLE FORZE CHE SI DICHIARANO A FAVORE DELL’ACQUA
PUBBLICA PERCHÉ NON SI NASCONDANO DIETRO CAVILLI GIURIDICI: IL POPOLO
NAPOLETANO, COME HA DIMOSTRATO ANCHE CON LA RECENTE CONSULTAZIONE
REFERENDARIA SULLA GIUSTIZIA, SAPRA’ DIFENDERE L’ACQUA PUBBLICA DELLA
CITTA’ COSÌ COME STA FACENDO CON GLI ALTRI BENI COMUNI, DAL MARE ALLE
SPIAGGE AGLI SPAZI LIBERATI.
Rete Riprendiamoci la città- Napoli non si vende; Partito della Rifondazione Comunista; Rete Sociale NO BOX- Diritto alla Città; USB; COBAS; SGB; Potere al Popolo; Partito dei Carc; Partito Comunista Italiano; Associazione Donne Architetto Napoli; Civico 7; Galleri Art; Ecologia Politica; Forum Diritti e Salute; ANPI Napoli Orientale; Sinistra Anticapitalista Napoli.
